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Cosa facciamo

Si nota con evidenza che una potente serie di strumenti è disponibile per l’implemento ed il mantenimento di una economia di riconciliazione: si tratta, sostanzialmente, di alcune nuove applicazioni tecnologiche.

Tra queste nuove applicazioni tecnologiche si trovano, com’è noto, le fonti d’energia cosiddette rinnovabili (solare, eolica, idroelettrica, biomasse, biocarburanti ecc.). La novità ulteriore – estremamente importante – di queste forme energetiche è il ruolo che possono, giocare in una economia di riconciliazione, soprattutto applicata ai PVS.

Ecco alcune notazioni riguardanti l’applicazione e/o implemento di queste linee tecnologiche, nei PVS.

  1. La riduzione drastica dei costi per consumo delle fonti energetiche tradizionali a favore di impegni economici in conto investimento.
  2. Le fonti energetiche alternative possono essere spesso distribuite a costo tendente a zero, nel senso che non necessitano di linee di distribuzione estese e costose.
  3. Il controllo sociale ed economico delle strutture: queste fonti sono capillarizzabili, non danno origine a monopoli od a oligopoli, sono implementabili quasi ovunque.
  4. La flessibilità e modularità. Queste fonti alternative possono venire impiegate in quantità variabili, normalmente senza problemi. Si possono implementare con l’aggiunta di nuovi elementi. Possono costituire filiere o reti di dimensioni adattabili in modo quasi perfetto alle esigenze degli utilizzatori finali.
  5. L’installazione e la manutenzione sono relativamente facili e poco costosi. Hanno bisogno di poco materiale di consumo e di pochi attrezzi.
  6. L’impatto ambientale diretto è nullo o, in alcuni casi, addirittura positivo. Ciò è cruciale nei PVS dove la pressione demografica e la quasi total assenza di controlli hanno degradato la relazione uomo-ambiente, soprattutto per il consumo indiscriminato d’alberi per farne legna da ardere e per la deforestazione in cerca di nuove terre coltivabili.
  7. L’esistenza presente e certa di un mercato: ad esempio, le strutture sociali ed assistenziali della Chiesa Cattolica nei PVS sono già attive e consumatrici di energia. Così come le strutture pubbliche ed alcune realtà private.
  8. L’effetto “domino”, cioè la possibilità di implementare, una volta ottenuta energia a basso costo, ulteriori “benefits” tecnologici, quali, ad esempio, il VoIP, l’E-learning ecc.
  9. La possibilità di vendere il surplus di energia prodotta o, in ogni caso, di metterlo a disposizione per nuove iniziative di natura produttiva od altro. Questo grado di libertà è tra le maggiori condizioni per ulteriore sviluppo.
  10. L’assenza di competitori. Può apparire strano, ma sembra non ci abbia ancora pensato nessuno, almeno in questa forma sistematica e generalizzata. Forse la marginalità del mercato, se visto Paese per Paese, ha lasciato in ombra, fino ad oggi, le potenzialità che, invece, sono presenti.